Potrebbe capitare anche a noi…

Una brutta notizia, di quelle che ci lasciano senza fiato, slow traveller o cittadini che siamo, ci ha colpiti e sorpresi nella giornata di oggi. Un ciclista – un campione – è morto in un incidente stradale occorso con un furgone il cui guidatore, semplicemente e sbrigativamente, non si è accorto del sopraggiungere del ciclista.

Perché un ciclista, sia esso un campione o solo un amatore, non fa rumore.

Perché un ciclista, male che va, graffia la carrozzeria e quindi stia attento lui che rischia di farsi davvero male.

Perché i ciclisti devono stare sulle loro ciclabili e non rompere le scatole.

Perché … “perché io sono chiuso dentro la mia corazza di lamiera e devo andare a lavorare…

Leggi questa notizia e non puoi evitare di ricordare quando l’automobilista distratto ti ha aperto lo sportello in faccia, oppure quando un altro automobilista menefreghista ti ha tagliato la strada facendoti cadere, oppure quando il pullman a momenti ti schiaccia contro un muro. Non puoi fare a meno di pensare: ” potevo esserci io, sotto quel furgone“.

Qualcuno, commentando la notizia, si lamenta, da automobilista e da ciclista, del comportamento un po’ avventuristico di alcuni sulle biciclette, ma c’è un’assoluta sproporzione tra il comportamento di certi automobilisti e quello dei ciclisti. Forse, dovremmo, tutti noi, porre una maggiore attenzione alle categorie deboli della strada: i ciclisti ed i pedoni. Per evitare che una volta cessata l’emozione per la tragica morte di un campione tutto ricominci come al solito.

 

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